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Il 27 agosto si celebrerà, a 73 anni dalla battaglia del 29 agosto 1944, a cura delle amministrazioni di Molazzana e Gallicano, la commemorazione del Gruppo Valanga. L’Associazione Volontari della Libertà di Lucca – che parteciperà ufficialmente con il Medagliere nazionale della F.I.V.L. con le 168 medaglie d’oro concesse ai partigiani cattolici e autonomi italiani  – apre per l’occasione il proprio archivio storico presentando alcuni importanti documenti.
Tra questi  il progetto originale della cappella votiva a memoria dei caduti del Gruppo Valanga in località Foce del Piglionico disegnato il 24 novembre del 1957 a Pisa. Era intenzione infatti del patrioti lucchesi della F.I.V.L. creare un luogo dove ogni anno ritrovarsi per commemorare le figure dei giovani del Gruppo valanga e del comandante Leandro Puccetti (la mamma era socia onoraria dell’A.V.L. Lucca). Uno dei artefici fu proprio il professore Augusto Mancini che fin dal 1947 aveva partecipato alle commemorazioni al Piglionico.
A questo scopo da Lucca iniziarono ad interessare le differenti autorità. Tra queste l’On. Loris Biagioni che ricevette il  13 giugno del 1960 dalla sede del Comitato Patrioti lucchesi una lettera nella quale, oltre a ricordare l’amicizia dello stesso con Leandro Puccetti Medaglia d’Oro, si preannunciava la venuta il 13 giugno a S. Antonio in Alpe del Ministro dei lavori pubblici On. Giuseppe Togni.

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In questa si parla di un primo contributo da parte dell’amministrazione provinciale retta da Osvaldo Bini di 300.000 lire. Una cifra però considerata ancora insufficiente.
I patrioti lucchesi chiudono la lettera all’On. Biagioni scrivendo: “So per diretta conoscenza che la costruzione della Cappella per i caduti del Gruppo Valanga, sta a cuore a Lei tanto quanto a noi”.
Infatti tra gli scriventi a Lucca sedeva come segretario Pietro Petrocchi che aveva fatto parte del Gruppo Valanga e che aveva combattuto, salvandosi per miracolo, alla battaglia del 29 agosto del 1944.

Dall’archivio emerge anche una fotografia del 1963 nella quale al centro si può vedere la figura di mamma Viola. Nello scatto si possono incontrare i volti dei partigiani dell’Associazione Volontari della libertà di Lucca con il fazzoletto bianco, rosso e verde (solo negli ultimi anni sostituito con quello azzurro).

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A destra della fotografia si può notare la vecchia lapide che appare già rotta. Quella ritratta fu poi tolta e sostituita anni dopo con una nuova. I resti della vecchia e originaria lapide sono oggi custoditi nel Museo della Liberazione di Lucca in via S. Andrea 43.

Infine un ricordo. Abbiamo citato Mamma Viola che perse sul monte Forato il 29 dicembre del 1944 all’età di 23 anni il figlio Alfredo. La foto lo ritrae in uniforme del Regio Esercito mentre nel foglietto scrissero: “Quale eroico partigiano mentre raggiungeva la propria brigata moriva per lo scoppio di una mina. La famiglia desolata affinché la sua cara memoria di valoroso soldato e patriota sia vivo nel cuore dei parenti e degli amici offre questo ricordo implorando una prece”.

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Infine una lettera importante inviata al Ten. Bertagni tra le anime in Garfagnana dell’A.V.L..
Il sindaco di Molazzana Cav. Venturelli aveva informato la sede di Lucca che il Sig. Sergio Pieroni in occasione di una grande nevicata aveva compiuto un gesto degno di nota. Il comitato patrioti lucchesi scrive a Bertagni informandolo di aver segnalato l’accaduto al presidente nazionale della F.I.V.L. Raffaele Cadorna che era già stato comandante del Corpo Volontari della Libertà durante il conflitto.

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