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E’ il momento di tornare insieme a ripercorrere i sentieri di montagna, le vie notturne delle città, le strade bianche delle campagne, sulle quali i valori della Resistenza presero forza e divennero corpo. Riaffermare il punto che univa tutto il partigianato di voler costruire una società migliore, libera e democratica, ma soprattutto più giusta.

Divisi dalla guerra fredda – da una parte l’ANPI con il Partito comunista, l’Unione Sovietica e il Patto di Varsavia, dall’altra la FIVL con la Democrazia Cristiana, gli Stati Uniti e il Patto Atlantico – è ora, nel XXI secolo, il momento di tornare a stringere le fila dei resistenti intorno alla Costituzione italiana. Sintesi della lotta di Liberazione, che vide coinvolti ampi strati della società. Uomini, politicamente sorretti dai diversi partiti, combattenti nelle Brigate di Giustizia e Libertà (gli Azionisti), nelle Fiamme verdi cattoliche, nelle Brigate Garibaldi comuniste, ma anche il clero, e le donne che furono la vera spina dorsale della lotta: fin dall’8 settembre ‘43 le prime ad aiutare con un paio di scarpe o una vecchia giacca, i figli di altre mamme in fuga verso casa. E poi ancora i patrioti autonomi – in lucchesia come non ricordare l’XI Zona di Manrico Ducceschi “Pippo” – ma anche i 600.000 soldati prigionieri in Germania che rifiutarono il giuramento alla Repubblica Sociale Italiana. E ancora i militari di Cefalonia della divisione “Acqui” che resistettero ai tedeschi finendo massacrati in un orrendo eccidio senza fine.

L’Associazione Volontari della Libertà Lucca, associazione nata subito dopo la fine della Seconda guerra mondiale e che riuniva i partigiani autonomi e cattolici, invita tutti a riaffermare i principi cardine della Resistenza che vivono come “carne viva” nella Costituzione.

Il diritto al lavoro, la sovranità del popolo, i diritti inviolabili dell’uomo, la pari dignità sociale, e l’eguaglianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. La tutela del paesaggio e del patrimonio artistico (il concetto di difesa della bellezza).

Poi il ripudio della guerra.

In una Repubblica, una e indivisibile, con il tricolore verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni, un popolo uscito dalla lotta di Liberazione, oggi deve saper ricordare l’orrore del conflitto figlio di odio, prevaricazioni, ingiustizie, violenze.

Un rinnovato impegno antifascista che va oltre il termine stesso con significati spesso ancorati al periodo 1943-1945 dimenticando che la gestualità fascista fatta da pestaggi e minacce, si è riproposta con abiti nuovi, ma taglio simile.

Per questo l’AVL Lucca dalla sede storica di via S. Andrea, 43 lancia un appello a tutto il partigianato (a partire dai fratelli dell’ANPI) ricordando l’alto sacrificio di patrioti come Leandro Puccetti – tra pochi giorni verrà ricordata la battaglia del Rovaio dove caddero 19 partigiani del Gruppo “Valanga” – e dei tanti martiri caduti per la nostra libertà.

Non facciamoci trovare impreparati e divisi.