Quando ai rapinatori e sciacalli si sparava a vista: l’orrore della guerra in lucchesia

Prosegue il lavoro di ricerca e pubblicazione di documenti da parte dell’Associazione Volontari della Libertà di Lucca che persegue il proprio ruolo di tutela della memoria e di contrasto culturale alle violenze e prevaricazioni.
Ritorniamo al periodo della scellerata e disastrosa guerra (tutte le guerre rappresentano la cancellazione della vita).
Nel 1944 i bombardamenti alleati raggiunsero anche la provincia di Lucca. E con questi oltre alle distruzioni, i lutti, i danni, anche la presenza di sciacalli e ladri pronti a saccheggiare e rapinare.
Il capo della provincia Olivieri il 6 luglio emanò un ordine affinché si colpissero con la pena di morte immediata, “senza l’osservanza di alcuna formalità” – si legge nel documento ufficiale – “… di tutti coloro che verranno sorpresi a commettere atti di saccheggio, di spoliazione o di rapina”.

Viene facile pensare che fosse giusto colpire i ladri, ma non possiamo non pensare anche ai tanti disgraziati vittime di chi aveva armi mossi dalla logica del più forte. Famiglie con la casa distrutta e costrette a fuggire e vedere chi in armi saccheggiava e rubava. Nei racconti dei tanti profughi anche questa ingiustizia e rinnovata prevaricazione.

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